lunedì 21 maggio 2012

Un bouquet sulla mia tavola

Il mese di maggio è il mese delle peonie, e io ringrazierò sempre il geniale fiorista che a suo tempo mi sconsigliò di realizzare il bouquet per il mio matrimonio con i miei amati ranuncoli, a favore delle peonie, più "stagionali".
Peonie speciali, che in questi giorni ho raccolto dal giardino della mia nonna, proprio le stessissime! Ci ho aggiunto dei piccoli iris viola - che avrei voluto abbinare a rami di gialla ginestra, troppo provata dal vento del giorno prima, ahimè - e sono tornata nel nostro piccolo appartamento con un tocco di primavera.
Primavera che oggi voglio invocare con qualche scatto del balcone che sto cercando di animare con i consigli di Alfonsina e quelli della mamma, of course:)
Impatiens bianche...
... erbe aromatiche (bella questa salvia, eh? Non sapevo ne esistessero di specie diverse...)...
 
 
... una piccola collezione di campanule che per ora conta... un solo esemplare!
Campanule viola che dovrebbero riprendere i toni bordeaux dell'heuchera...
 
Verde, viola e bianco per il mio balcone, bianco come il primo fiore di falso gelsomino che si fa spazio sul bel traliccio di salice!
 
 
 

venerdì 11 maggio 2012

I miei (veri e falsi) miti sull'allattamento

(questa UNENNE che ruba la pizza dal piatto altrui a me non sembra affatto tetta-dipendente...)

Pochi mesi prima della nascita della mia bambina (ma soprattutto dopo!) ero piena di dubbi e angosce, come tantissime altre (quasi) mamme.
Pochi giorni fa ho trovato nella cartellina delle cose di Anna Clara anche quel primo memo tag su cui mi ero appuntata una decina delle mille domande che avrei poi fatto all'ambulatorio di neonatologia in cui abbiamo portato la pulce per le sue prime visite. Ho riletto quel biglietto e mi sono vista ingenuamente angosciata per cose che ora molto probabilmente gestirei con più leggerezza e sicurezza (ma va!?!?). Andrea - caro marito - ci ha visto invece solo tanta attenzione da parte mia per quell'esserino che era appena entrato nelle nostre vite.
A me è venuta una nostalgia fortissima per quei momenti così intensi, difficoltosi ma carichi di emozioni, tanta dolcezza verso la mia bambina che ora mi sembra COSI' GRANDE, e anche una punta di orgoglio - lo ammetto - per non aver sottovalutato quello che tutti mi dicevano sarebbe stato un passaggio naturale della maternità: l'allattamento.
Un passaggio che invece io sentivo non così naturale. Avevo saputo di donne che avevano mollato per una mastite o anche per problemi meno intensi, e credevo che fosse necessario "concentrarsi", oltre che affidarsi all'istinto materno che, accidenti, in effetti si è poi impossessato ANCHE DI ME!

Prima di tutto grazie all'ostetrica del corso preparto che ci ha ripetuto alla nausea che TUTTE LE DONNE HANNO IL LATTE.
L'avrei voluto ripetere alle mamme che, quando Anna Clara era piccola, mi chiedevano se l'allattavo e poi, parlando della loro esperienza, mi dicevano: "Eh, sei fortunata, io di latte non ne avevo proprio!". Naturalmente mi trattenevo per la paura di parere saccente, su un argomento così delicato, poi... ma avrei voluto dire loro che...
... purtroppo o per fortuna, i primi tempi (uno, due, tre mesi!!?) la voracità del proprio figlio va assecondata. Non ci sono vizi, se un neonato piange e non ha altre evidenti necessità (pannolino sporco, freddo, caldo, sonno, fastidio per l'ambiente troppo rumoroso - aggiungerei per Anna Clara!), allora è anche tardi. Va attaccato al seno, e lo si sarebbe dovuto fare prima: quando cominciava ad aprire e chiudere la bocca, girare la testa di lato in cerca del seno, portarsi alla bocca i pugnetti.
Ricordo la mia seconda e ultima notte in ospedale. Anna Clara piangeva, piangeva, piangeva... per non disturbare troppo la mia compagna di stanza, sono scesa al nido per verificare che la pupa non fosse sporca (e per trovare conforto...). Sporca non era, così mi sono seduta con la mia bambina piangente su una panchina nel corridoio semibuio dell'ospedale. Un'infermiera mi ha chiesto che cosa ci facessi lì, mi ha incoraggiato ad allattare Anna Clara, e quando le ho espresso il mio timore ("ma non la vizierò!?"), mi ha così dolcemente rincuorato del contrario che magicamente la mia monella ha dormito per il resto della notte...
E quando il latte è "troppo" e il seno è gonfio e fa male, basta attaccare il proprio bimbo più spesso. Sembra che possa fare ancora più male, ma è così che si risolve prima il problema. E' così che l'ho risolto io.
Poi ho fatto mio l'insegnamento per cui più un neonato poppa, più latte produce. E i neonati SANNO, mannaggia. Sanno di quanto latte hanno bisogno, e poppano di conseguenza. Non è pura magia, questa?
Se l'avessi interiorizzato prima, mi sarei fatta prendere molto meno dall'angoscia e dalla frustrazione quando vedevo che Anna Clara cresceva poco, al massimo 150 grammi a settimana. Cresceva poco in confronto alla media, dico ora. "L'importante è che cresca CON COSTANZA - mi ha illuminato il mio pediatra alla prima visita, occorsa solo dopo un mese dalla nascita, malefica burocrazia... - e se la sua bambina cresce in questo modo, costantemente, significa che questa è la sua costituzione!". Mio Dio, ma è davvero così semplice!? Quel famoso istinto, unito a queste sante parole, mi hanno ostinatamente convinta che avrei dovuto mollare presto l'unica aggiunta serale che mi avevano consigliato in neonatologia ALCUNI pediatri. Andrea ha provato a farmi desistere, ma devo dire che alla fine si è sempre fidato di me.
E quando è iniziato lo svezzamento, a sei mesi compiuti, lui stesso - e la mia mamma, che non ha potuto allattare i suoi tre figli per problemi di salute - mi dicevano: "Dopo la pappa dalle un pò di latte, se lo vuole". Non ho ascoltato chi mi diceva: "Così non si sforzerà mai di mangiare anche altro!". La mia piccola SAPEVA, e si è rivelata ben presto una buongustaia.

Oggi mi sembra tutto così ovvio, ma dopo il 21 dicembre 2010 ogni giorno è stato una scoperta e una sperimentazione. Mi sono fidata del mio istinto - ora so che cosa significa questa frase! Ma sono anche stata appoggiata nella mia ostinazione, in momenti diversi, dalle persone giuste. Quello che consiglio a tutte le mamme, alle quali dico che QUESTA è la mia esperienza e ogni caso è a sè e ogni bimbo è a sè, è di cercare l'appoggio di cui hanno bisogno per vivere questa meravigliosa esperienza - se lo vogliono!  

giovedì 19 aprile 2012

Questo sì che è svezzamento...

 (foto da Google)

Non ho sofferto, e meditato, e cogitato, e masticato, e rimasticato l'introduzione delle prime pappe tanto quanto da qualche tempo l'ipotesi di togliere, prima o poi, il seno ad Anna Clara. A parte la sera prima di andare a letto, l'allatto a colazione e a merenda, nel pomeriggio. Ho continuato a farlo dopo l'anno perchè il nostro pediatra ci aveva comunque sconsigliato il latte vaccino, a favore di quello cosiddetto "di crescita" ancora per tutto il secondo anno. Quindi, perchè spendere soldi visto che di latte ne ho ancora? Inoltre, con l'ingresso al nido ho pensato che il latte di mamma le avrebbe fornito una protezione in più contro le malattie che immancabilmente avrebbe preso. Ma da qualche tempo l'idea che prima o poi dovremo svezzarCI completamente continua a frullarmi nella testa. Odi et amo, e intanto mi commuovo a leggere righe come queste, tutto sommato "razionali".

"Vuoi svezzare un bambino che ha circa un anno o è più grande? Non è necessario dare il biberon: tutto quello che devi fare è non offrire più il seno. Il concetto "Non offrire, non rifiutare" può funzionare per te. Oppure puoi provare a sostituire il pasto meno importante per il bambino o per il bimbo grandicello con una tazza d'acqua, di succo o di latte vaccino (se tollerato), o con cibo solido. Qualche volta il padre (o un altro parente) può essere d'aiuto nel portare il bambino in cucina per fare una buona colazione, proprio come il papà. Questo può diventare un momento speciale per entrambi (e tu puoi dormire più a lungo!). All'ora dei pasti prova ad offrire prima il cibo e poi una breve poppata al seno. Evita di sederti nella vostra poltrona preferita dove abitualmente allatti. Se il tuo bambino non ne vuole sapere di dormire senza poppare, a volte un giro in macchina può esservi d'aiuto.
L'allattamento notturno è in genere l'ultimo ad essere eliminato. Crea un rituale serale non legato all'allattamento. Un buon libro o due possono eventualmente divenire più importanti di una lunga poppata. Puoi permettere al tuo bambino di poggiare la testa sul tuo seno, invece di poppare. Parla con il bambino di ciò che sta accadendo. Può capire più di quanto tu pensi.
Potrebbero essere ora necessarie maggiori quantità di amore e di attenzione sotto altre forme. Provate ad uscire di più, ad andare al parco, a casa di un'amica, a far spese, nei musei, in qualsiasi posto utile a distrarre e a stimolare il bambino. Leggigli favole, massaggia e accarezza la sua piccola schiena, canta e balla. E' un'epoca completamente nuova nel corso della vita di tuo figlio. Sarai ancora necessaria, solo in modi diversi". da La Leche League

Ho bisogno di argomentazioni razionali, ma che tengano conto anche dei nostri sentimenti. Di motivazioni scientifiche e pedagogiche. Ho bisogno che mi si dica: fai bene, fai male. Ma anche di scegliere da sola.
E' normale tutto questo? Se solo la mia bimba mi dicesse: mamma, facciamo così! :)

mercoledì 18 aprile 2012

Mamma mi leggi un libro?

Uno dei regali più utili che mi siano stati fatti quando ancora ero incinta di Anna Clara è arrivato da una collega della mia mamma, che mi ha segnalato questa rivista.
Si tratta di una pubblicazione periodica realizzata nell'ambito del progetto Leggere per Crescere promosso da GlaxoSmithKline, la cui finalità è quella di favorire la lettura ad alta voce ai bimbi dai 6 mesi ai 6 anni di età.
Per quanto non mi faccia strappare le mutande l'idea che a promuovere il progetto sia una multinazionale farmaceutica, devo dire che la rivista è - dal mio punto di vista - sufficientemente laica e altamente istruttiva per me che sono ancora una novellina in fatto di mammitudine:)
Oltre a fornire consigli di lettura, Leggere per Crescere spiega anche come leggere ai bambini - l'importanza della prossemica, per esempio. 
E poi, ogni numero - che si può ricevere gratuitamente a casa semplicemente iscrivendosi al sito - propone articoli che io divoro con l'ansia che mi contraddistingue quando si tratta di educazione della pulce e non solo.

Per esempio, non trovate sottilmente utile un articolo su come sviluppare il senso dell'umorismo in vostro figlio?
A me ha fatto capire che se Anna Clara ridacchia mentre mi vede raccogliere la sua scimmietta di peluche dal water (aperto), allora siamo già sulla buona strada... 

lunedì 16 aprile 2012

Il mio primo disegno


Anna Clara non sapeva più come farmi capire che era ora di assecondare la sua "vena creativa". Dopo aver passato i pastelli a cera sul pavimento, sul fasciatoio e sulla schiena del papà che ignaro stava semisdraiato sul tappeto a guardare la tv, le ho messo a disposizione - me presente - i nostri gessetti e una "tavolozza" su cui esprimersi... la nostra porta!
Per farle capire quello che poteva fare (ma non ce n'era bisogno!!), ho scimmiottato la gallina di Nicoletta Costa che Anna Clara conosce già.
 
 
Poi, per... cancellare, la mia piccola madonnara ha intuito che un PANNO sarebbe stato l'ideale. Così si è girata e...


(foto: pigiama già parzialmente ripulito...)
 

martedì 3 aprile 2012

Torta all'arancia - MAMMA che "buona"

Non sono una patita del biologico, ma se posso - per accessibilità e prezzo - io dico sì. Se posso sto attenta a quello che metto nel piatto senza spendere troppo, assicurandomi che quello che compro non abbia "fatto molti km" per arrivare al mio supermercato, per esempio. Che sia il più "naturale" possibile, senza troppe alterazioni, che sia di stagione e della mia zona climatica, per dire. 
Insomma ora che Anna Clara mangia sempre più come noi, un occhio in più ce lo metto nella spesa. E adesso che inizia a fare colazione un pò più da grande e pretende giustamente di avere a disposizione la tavola che apparecchiamo per noi, la domenica preparare una torta è diventato un rito.
Questa ricetta della torta all'arancia me l'ha data la mia mamma, sempre molto attenta a sua volta a quello che mette nel nostro, di piatto. Io ci ho fatto un paio di piccole modifiche pensando alla gnoma. E l'ho trovata (l'HA trovata!) buonissima.

INGREDIENTI:
  • 4 uova (io le ho prese di galline allevate a terra e biologiche - le uova, non le galline!) 
  • 300 grammi di fruttosio (invece dello zucchero semolato) 
  • 170 dl di succo di arancia (sono circa tre arance spremute senza polpa... io ho scelto le ultime sugosissime e rossissime arance di Sicilia da agricoltura biologica che offre il mio supermercato)
  • 170 dl di olio di semi di soia
  • 350 grammi di farina (la mia versione prevede 250 gr. di farina "0" e 100 gr. di farina di kamut)
  • una bustina di lievito vanigliato
  • una presa di sale.
Montare le uova con il fruttosio fino a ottenere un composto chiaro e abbastanza spumoso. Aggiungerci a filo il succo d'arancia e poi l'olio di semi, sempre frullando con lo sbattitore elettrico. Unire il lievito alle due farine e aggiungere il tutto al composto, dopo aver aggiunto una presa di sale. Miscelare ben bene e poi versare in uno stampo da porre in forno già caldo a 170° per 45 minuti circa. Fare sempre la prova stecchino per sicurezza!

Il bello e il buono di questa torta è che rimane soffice come appena fatta per tutta la settimana. Se resiste fino alla domenica successiva... Enjoy!

lunedì 2 aprile 2012

Io vado

Di fronte allo sguardo sbigottito di mamma e papà, seriamente preoccupati per la propria tranquillità presente e futura, la Furberrima si è "vestita" di tutto punto e si è messa a grattare alla porta di casa come un cagnolino che vuole uscire per fare pipì. Ella non dice una parola ma sa farsi capire benissimo. E soprattutto ha già capito che una vera Signora non esce di casa senza borsa.

 
 
Alla fine la mamma sopraffatta di fronte a tanta iniziativa ha ceduto e messo le scarpine alla Furberrima. Uno sguardo finale alla tivù e via!

 
A-I-U-T-O.

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